SAN DONA’.
Giornata del ricordo dei martiri delle
foibe, la polemica continua. Il
centrodestra reagisce alle polemiche di
Rifondazione e Comunisti italiani mentre
Ds e Margherita, che a suo tempo votarono
a favore della mozione proposta da
Giuseppe Muzzupappa (FI) per intitolare
una via ai martiri delle foibe, si
defilano. Dal circolo di An l’avvocato
Alberto Teso parla di «polemica
squallida»: «Cercare di innescare la
polemica su chi faccia più compassione tra
le vittime del nazismo e gli infoibati -
commenta - per stabilire arbitrariamente
chi meriti di essere ricordato e chi no, è
indice di grande povertà intellettuale di
chi si aggrappa a qualsiasi relitto per
stare a galla. I morti assassinati non
sono di serie A o B, come ritiene la
sinistra più retrograda». Rifondazione
denuncia il grave rischio di revisionismo
che incombe sulla storia della lotta al
nazifascismo in Europa. «Denunciamo
l’opera di revisionismo della giunta - è
il commento ufficiale del partito - che
strumentalizza l’esodo di migliaia di
istriani. In ballo c’è una legge per la
restituzione dei beni e una lobby
affaristica degli istriani di terza
generazione». Forza Italia stigmatizza
l’intolleranza di Rc e Comunisti italiani:
«Di fronte alla tragedia delle foibe e
degli esuli - precisa il capogruppo
Giuseppe Muzzupappa - condanniamo
l’atteggiamento delle sinistre che evocano
scenari di violenza. Il Comune ha
interpretato il sentimento degli italiani
e ha organizzato il primo spettacolo
dedicato a questi martiri civili,
deliberando l’intitolazione di una via
cittadina proprio su mia richiesta. Le
prevaricazioni dei comunisti titini,
perpetrate ai danni di cittadini inermi
uccisi per il fatto di essere italiani,
lascia una traccia di sangue che a
distanza di anni, stante certe
dichiarazioni degli irriducibili
comunisti, mai sarà cancellata». Nel
centrosinistra Domenico Contarin è
equlibrato nell’affrontare l’argomento,
visto che Ds e Margherita hanno votato la
mozione di Muzzupappa. «Devo dire che la
storia degli esuli e delle foibe mi
colpisce molto - commenta - e credo che si
possa paragonare alla tragedia
dell’Olocausto, anche se non della stessa
entità».
(g.ca.)