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Il commissario della Lega Dussin: «Una situazione difficile»
Pasini (An) lascia la maggioranza.


La Nuova Venezia 20/11/2005

SAN DONA’. «Non voglio Ennio Mazzon». Colpo di scena in An, che aveva posto il veto proprio su Mazzon: il capogruppo Bruno Pasini annuncia l’uscita dal gruppo di Alleanza Nazionale per andare a far parte di una futura aggregazione politica. La nuova maggioranza appena ricomposta, con l’ingresso dei tre assessori Alberto Salierno della lista Tutti per San Donà, Giovanni Bettin della lista Mazzon e Giansilvio Contarin dell’Udc, perde già un voto. Sulla carta infatti i voti sarebbero 20 a 11, ma nel gruppo misto Giuseppe Vidotto e Gianfranco Marcon, espulsi dalla Lega, difficilmente daranno il loro voto a Francesca Zaccariotto e così si scende a 18 contro 13. Ma anche Pasini non garantisce il suo appoggio, pronto a vedersela con il partito commissariato di Alberto Teso il quale non ha mai nascosto le simpatie per Mazzon, e si va a 17 a 14, per il momento. L’ex assessore Dino Buran ha già fatto fuoco e fiamme dopo la sua uscita, mentre per il momento si è chiuse nel silenzio Mario Melchiori. Lo difende il consigliere di FI Andrea Seren Rosso: «Mi scuso con gli elettori di Forza Italia, è vergognoso cacciare un eletto per far posto a tecnici. Forse i 30 denari ottenuti sono sufficienti a far tacere la coscienza di molti, io esprimo la solidarietà agli esclusi». Pasini punta il dito su Mazzon: «Piacciono anche a lui le sedie mi pare, dopo tutto quello che ha detto sulla Zaccariotto. Io lascio il gruppo di An e vedrò se sarà possibile formare una nuova lista con Vidotto e Marcon. Mi è stato suggerito di andarmene e lo faccio, ma a Giuseppe Muzzuppappa, ora in FI, ricordo che è stata An a cacciarlo e non lui ad andarsene». Chi è contento è Alberto Gobbo che resta vice sindaco e assessore alla sport, ma, non dimentichiamo, anche alla polizia mortuaria. A lui il compito di far tornare lo sport sandonatese ai fasti degli anni ’80. Il capogruppo di FI Muzzupappa cerca di calmare gli animi: «Siamo tornati alla maggioranza iniziale espressa dagli elettori e questo è ciò che conta per la città». Aria di tempesta nel centrodestra, dove la Lega è commissariata e ieri è arrivato l’onorevole Guido Dussin a cercare di rioardinare la situazione nel Carroccio più che mai diviso. «Sono arrivato giusto oggi - commenta - è presto per dire qualcosa di concreto. Di sicuro c’è molto da lavorare». L’opposizione sta alla finestra. Forse spera in nuove elezioni, ma un altro caso Eraclea è difficile. «Quanto durerà adesso? - si chiede Aldo Pasqualini dello Sdi - ormai non si capisce più nulla in questa amministrazione dalla alterne vicende». Il Ds Claudio Scapolan dice la sua e come sempre non è tenero con la Zaccariotto: «il sindaco mi pare ostaggio, di più, zimbello delle segreterie provinciali e regionali».

Giovanni Cagnassi

 
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