SAN DONA’.
«Non voglio Ennio Mazzon». Colpo di scena
in An, che aveva posto il veto proprio su
Mazzon: il capogruppo Bruno Pasini
annuncia l’uscita dal gruppo di Alleanza
Nazionale per andare a far parte di una
futura aggregazione politica. La nuova
maggioranza appena ricomposta, con
l’ingresso dei tre assessori Alberto
Salierno della lista Tutti per San Donà,
Giovanni Bettin della lista Mazzon e
Giansilvio Contarin dell’Udc, perde già un
voto. Sulla carta infatti i voti sarebbero
20 a 11, ma nel gruppo misto Giuseppe
Vidotto e Gianfranco Marcon, espulsi dalla
Lega, difficilmente daranno il loro voto a
Francesca Zaccariotto e così si scende a
18 contro 13. Ma anche Pasini non
garantisce il suo appoggio, pronto a
vedersela con il partito commissariato di
Alberto Teso il quale non ha mai nascosto
le simpatie per Mazzon, e si va a 17 a 14,
per il momento. L’ex assessore Dino Buran
ha già fatto fuoco e fiamme dopo la sua
uscita, mentre per il momento si è chiuse
nel silenzio Mario Melchiori. Lo difende
il consigliere di FI Andrea Seren Rosso:
«Mi scuso con gli elettori di Forza
Italia, è vergognoso cacciare un eletto
per far posto a tecnici. Forse i 30 denari
ottenuti sono sufficienti a far tacere la
coscienza di molti, io esprimo la
solidarietà agli esclusi». Pasini punta il
dito su Mazzon: «Piacciono anche a lui le
sedie mi pare, dopo tutto quello che ha
detto sulla Zaccariotto. Io lascio il
gruppo di An e vedrò se sarà possibile
formare una nuova lista con Vidotto e
Marcon. Mi è stato suggerito di andarmene
e lo faccio, ma a Giuseppe Muzzuppappa,
ora in FI, ricordo che è stata An a
cacciarlo e non lui ad andarsene». Chi è
contento è Alberto Gobbo che resta vice
sindaco e assessore alla sport, ma, non
dimentichiamo, anche alla polizia
mortuaria. A lui il compito di far tornare
lo sport sandonatese ai fasti degli anni
’80. Il capogruppo di FI Muzzupappa cerca
di calmare gli animi: «Siamo tornati alla
maggioranza iniziale espressa dagli
elettori e questo è ciò che conta per la
città». Aria di tempesta nel centrodestra,
dove la Lega è commissariata e ieri è
arrivato l’onorevole Guido Dussin a
cercare di rioardinare la situazione nel
Carroccio più che mai diviso. «Sono
arrivato giusto oggi - commenta - è presto
per dire qualcosa di concreto. Di sicuro
c’è molto da lavorare». L’opposizione sta
alla finestra. Forse spera in nuove
elezioni, ma un altro caso Eraclea è
difficile. «Quanto durerà adesso? - si
chiede Aldo Pasqualini dello Sdi - ormai
non si capisce più nulla in questa
amministrazione dalla alterne vicende». Il
Ds Claudio Scapolan dice la sua e come
sempre non è tenero con la Zaccariotto:
«il sindaco mi pare ostaggio, di più,
zimbello delle segreterie provinciali e
regionali».
Giovanni Cagnassi