SAN DONA’.
Piano regolatore, domani è il giorno più
lungo per lo strumento urbanistico da
poco esaminato dal comitato tecnico regionale
che andrà a ridisegnare lo sviluppo della
città. Il piano regolatore sarà in commissione
regionale e nei giorni scorsi è giunto
in tutta fretta a San Donà Moreno Teso,
segretario provinciale di An, consigliere
regionale e membro della commissione urbanistica,
che era in riva al Piave per discutere
con i vertici di An, il commissario Alberto
Teso e l’assessore Paolo Battistella,
e con svariati tecnici. «Di fatto il comitato
tecnico regionale - Alberto Teso - ha
stralciato l’edificabilità nelle frazioni,
circa 150 mila metri cubi, visto che il
piano regolatore sembrava studiato per
una città da 40 mila abitanti. Noi abbiamo
comunicato al consigliere quelli che sono
i maggiori problemi della città e invocato
chiarezza, visto che da tanto tempo stiamo
attendendo la votazione finale e la città
ha necessità di svilupparsi». Dalle file
del Pne, il consigliere regionale Diego
Cancian ha altri sospetti e chiama in
causa tutte le forze politiche, dal centrodestra
al centrosinistra. «Non si è mai visto
un piano regolatore che per la quarta
volta è all’esame della commissione. Ma
quali sono i motivi? Noi riteniamo che
a livello locale ci sia chi sta frenando
la sua approvazione e mi riferisco all’intero
arco costituzionale, a chi ha interessi
legati al piano regolatore che vanno appunto
dal centrodestra al centrosinistra, che
a suo tempo lo ha redatto. Il risultato-
continua - è questa attesa infinita che
non fa altro che male alla città, ai cittadini
e alle imprese». Dopo il passaggio in
commissione, seguirà quello in giunta
per la definitiva approvazione. Tempo
addietro anche il Ds Claudio Scapolan
aveva puntato il dito contro il Comune,
reo di non aver seguito con attenzione
l’iter del Prg e di non aver contrastato
lo stralcio di aree importanti come a
Passarella.
(g.ca.)