Dopo
il 9 e il 10 Aprile possiamo parlare di due Italie;
se si parla di percentuali, l’una con la maggioranza
in Parlamento, l’altra con la maggioranza in
Senato. Tuttavia le percentuali non ricalcano i numeri
reali dei deputati e degli onorevoli alle Camere,
grazie a una legge elettorale criticata dalla stessa
sinistra e grazie a possibili (probabili?) brogli.
Infatti i ricorsi per irregolarità sono oggi
33, tutti documentati e ora sotto gli occhi dei magistrati
(vedi il Giornale di ven 26-5 e di sab 27-5).
Ma oltre a tutto ciò, veniamo ora alla formazione
del nuovo governo attuata da Prodi. Tra battaglie
per le poltrone, interessi di partito, cocktail di
partiti incompatibili tra loro, il prof ha costruito
un governo rosso in ogni sua parte, facendo addirittura
eleggere un ex Pci come Presidente della Repubblica.
Un ex Pci garante della Costituzione? Un ex Pci simbolo
di equità e che rappresenti tutto lo Stato?
A tutte queste domande il Prof risponde di sì,
come ha risposto pure ai presidenti delle Camere e
ai Ministri, che non ricalcano assolutamente le votazioni
espresse dai cittadini Italiani, ma solo interessi
di partito; ha risposto allo stesso modo a onorevoli
quali Vladimir Luxuria e Francesco Caruso (ex leader
dei no-global spaccavetrine)…
E’ forse questa la famosa “serietà
al governo”?
Io personalmente non ritengo sia così e penso
che sia del mio parere pure l’Italia che crede
ancora nei vecchi e immortali Valori, quali la famiglia,
lo Stato e l’Europa. Ci sono dei Valori sui
quali non si può discutere, non si può
negoziare. Proprio per questo la data del Referendum
è fondamentale: un “SI” al Referendum
per rispondere con un deciso “no” a questo
governo che non rappresenta l’Italia nella sua
interezza, che vuole regredire eliminando importanti
riforme, appiattendo lo Stato verso il basso, impedendone
lo sviluppo.
Paolo de Vivo 28.05.06