Bando alle chiacchiere e parliamo di cose serie:
cosa faremo quando avremmo vinto ?
Lasciando perdere le inutili ed a volte un po’
stucchevoli liti su nomi, candidature e provocazioni
più o meno esplicite, il Circolo di Alleanza
Nazionale di San Donà di Piave invita tutti
i partiti della Casa delle Libertà a scendere
dalle torri fumose (ed a volte un po’ ridicole)
in cui tendono a rinchiudersi, così da
poer discutere concretamente di quello che si
vorrà effettivamente fare, una volta vinte
le elezioni di primavera.
Come le dodici tavole degli antichi romani, AN
propone dodici punti cardine, su cui lapidariamente
scolpisce la propria linea politica.
1) Sicurezza: tolleranza zero, efficace
ed effettiva, e tutela della vittima, reale o
potenziale, prima di ogni altra cosa: non si possono
mettere sullo stesso piano Caino ed Abele
2) Fiscalità locale: sì alle
spese che migliorano la qualità della vita,
no agli sperperi autoreferenziali.
3) Costi della politica: TAGLIARE gettoni
di presenza, rimborsi spese, indennità;
RIDURRE i componenti dei consigli di amministrazione;
CHIUDERE enti inutili e baracconi; CONTRATTARE
su tutti i rapporti esterni, con i professionisti
e quanti altri offrano servizi alla Pubblica Amministrazione.
4) Ambiente: un prestito da restituire
ai nostri figli e un patrimonio da tutelare, senza
pregiudizi ideologici, ma pur sempre prima di
qualsiasi interesse economico o di bottega.
5) Politiche per la casa: l’investimento
nell’edilizia residenziale pubblica deve
restare un principio basilare, potenziando però
anche l’attività di alienazione agevolata
a favore dei conduttori; bandi ed assegnazioni
vanno studiati per garantire, in primo luogo,
gli italiani ed i residenti.
6) Viabilità: ripensare la circolazione
interna alla città, il piano parcheggi
e le aree pedonali; concentrarsi sulla realizzazione
del terzo ponte sul Piave.
7) Scuola / Edilizia scolastica: i nostri
figli hanno il diritto ed il dovere di studiare:
noi abbiamo il compito indifferibile di rendere
le strutture che li ospitano, in primis scuole
e palestre, idonee e funzionali.
8) Politiche e servizi sociali: basta interventi
a pioggia e “buonismo” di stampo cattocomunista:
bisogna cercare di aiutare chi, per primo, si
dà da fare e non attende la manna dal cielo;
per contro, bisogna andare a portare l’aiuto
anche a chi, per dignità e rispetto di
sé, rifugge dall’aiuto pubblico ma
si trova in stato di bisogno.
9) Politiche giovanili: il luogo di incontro
principale è, ormai, il bar: è del
tutto immorale ed assolutamente inaccettabile
che non vi siano altri modi, più intelligenti
e costruttivi, di passare le ore di libertà:
sta a noi offrire delle alternative serie.
10) Cultura/tempo libero: dobbiamo riappropriarci
della nostra città: come negli anni ‘70
si potevano sfidare le Brigate Rosse uscendo la
sera a passeggio, così noi dobbiamo consentire
ai sandonatesi di vivere pienamente la città,
creando continue occasioni di incontro, di socializzazione
e scambio culturale.
11) Fiera del Rosario: se deve essere una
vetrina che aiuta le nostre aziende a crescere
ed innovare, ben venga; se serve solo come corollario
delle giostre in piazza, facciamo un mercatino
di Natale e non pensiamoci più: costerà
sicuramente meno e farà felici i bambini
(almeno loro…).
12) Politiche agricole: con la fine dei
contributi comunitari la coltivazione di un ettaro
di terreno renderà circa 500 euro l’anno:
dobbiamo iniziare a pensare subito a questo dramma
che ci attende dietro l’angolo, riflettendo
sulle possibili soluzioni: un diverso sfruttamento
del territorio, una politica ambientale integrata
con le iniziative economiche.
La politica per noi è passione e sacrificio,
non un modo per sbarcare il lunario o, quel che
è peggio, arricchirsi alle spalle della
collettività.
Circolo AN Gabriele d’Annunzio- San Donà
di Piave