Sabato 31 Luglio 2010   ore 12:34

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IMMIGRATI.

Contributo inviato: mercoledì 4 ottobre 2006,
DA: Circolo A.N. G. D’ANNUNZIO, San Donà di Piave
A: 'ripensareilcentrodestra@alleanzanazionale.it' (per Assemblea nazionale 7-8/10/2006).
ARGOMENTO: “QUELLO CHE LA DESTRA NON DEVE DIMENTICARE”

“NON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE LA MORALE DELL’ISTITUZIONE FAMILIARE è il fondamento DELLA STRUTTURA SOCIALE.
All’Occidente sono occorsi secoli per uscire dal medioevo, e cioè per maturare una morale ed un diritto di famiglia omogenei nel mondo occidentale.
Caduta Roma, nacque la formula della professio, e cioè negli atti pubblici ognuno doveva dichiarare: ego qui ex natione mea ex lege vivere...( Romanorum o Longobadorum o Gotorum o Graecorum ...etc).” ed a secondo di tale dichiarazione venivano regolati la morale ed i diritti civili e patrimoniali della famiglia.
L’UMANESIMO DI VENEZIA E DEI PRINCIPATI ITALIANI dette origine all’unificazione del diritto di famiglia come fondamento al RINASCIMENTO DELL’ITALIA, DELL’EUROPA, DEL MONDO OCCIDENTALE. Oggi sarebbe contrario al riconoscimento del primato del fattore umano (cioè all’umanesimo occidentale) fondarsi su impegni formali individuali, fossero anche giuramenti, se prestati come condizione determinate per ottenere i diritti civili senza prima aver dimostrato di praticare di fatto gli OBBLIGHI FAMILIARI PROPRI DEGLI OCCIDENTALI. Ne discende che gli immigrati non debbono necessariamente diventare italiani, ma, se lo aspirano, debbono prima aver educato la loro famiglia secondo i costumi occidentali. IN ALTRE PAROLE nessuno può AMMETTERE CHE IN OCCIDENTE, ANCHE SOLO DI FATTO, ABBIANO CITTADINANZA PLURIMI DIRITTI DI FAMIGLIA; perché questo significherebbe voler tornare al caos del diritto dei secoli bui,quelli che precedettero l’anno mille, quel periodo in cui l’Occidente fu sul punto di essere sopraffatto dalla cultura islamica; e Lepanto ci riscattò poche centinaia, e non migliaia, di anni fa.
NON SEMBRI UN’ARGOMENTAZIONE PARANOICA: difatti non è un caso che Bin Laden abbia accomunato Bush, Benedetto XVI e LA PROMESSA del loro Profeta di sottomettere ROMA, come obiettivi strategici della loro guerra santa.”

Questo nostro motivato appello, di non affidarsi alle parole, ed invece verificare, soprattutto, i comportamenti,praticati per anni, nella sua Famiglia e nella nostra Società, da chi, provenendo da altra cultura, aspira alla cittadinanza italiana, ha trovato ferma e soddisfacente risposta nella

RISOLUZIONE dell’ASSEMBLEA NAZIONALE di A.N. del 7-8 Ottobre 2006,
che, a pag. 9 del documento approvato, afferma, in particolare, che

“...il vero problema riguarda la verifica della reale volontà di chi vuol diventare cittadino. La cittadinanza rappresenta una scelta, non un diritto da concedere in ogni caso. Non basta la conoscenza della lingua e delle leggi. Condizione preliminare da accertare, per la concessione della cittadinanza è la verifica di una sincera adesione ai nostri valori e alle nostre regole. Pensiamo alla discriminazione delle donne, alla poligamia, ad altri aspetti che caratterizzano alcuni popoli. Si tratta di scelte non compatibili con la nostra cultura. Pertanto le procedure vanno riviste per rendere più attente e puntuali le verifiche sui comportamenti e sulle scelte valoriali. Entrare a far parte di una Nazione vuol dire accettare doveri non solo rivendicare diritti. Ovviamente, la cittadinanza concessa potrà essere revocata in presenza di violazioni degli impegni assunti da chi la ha acquisita....”

 
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