San
Donà
"La giunta regionale non fa ultimatum, ma esegue
quanto deciso dalla quinta commissione consiliare".
Sulla querelle politica sulla sanità del Veneto
Orientale, ora interviene l'assessore Flavio Tosi.
Il titolare del referato regionale vuole sdoganarsi
dal termine "ultimatum" utilizzato in questi
giorni, ma di fatto in molti lo hanno interpretato
così quando ha detto che o con la casa di cura
"Rizzola" viene trovato un accordo entro
il 30 dicembre per la gestione dell'ospedale di Jesolo,
oppure la si comincia a smantellare. Un decisionismo
che deriva da quattro anni di tira e molla proprio
sul ruolo della casa di cura e la gestione del nosocomio
jesolano. Dichiarazione che ha scatenato una serie
di polemiche soprattutto contrarie a questa decisione;
in particolare Alleanza Nazionale, con Moreno Teso
in Regione e con il circolo sandonatese pronto a dare
battaglia, anche giuridica.
"La decisione - spiega Tosi - motivata non
solo dai costi ma anche dalle effettive necessità
del territorio, di ridurre da 4 a 3 gli ospedali
dell'Ulss 10 è stata presa nel 2002, ben
prima che il sottoscritto assumesse la responsabilità
dell'assessorato regionale alla Sanità. Mi
sembra difficile sostenere la tesi che San Donà
abbia bisogno di due ospedali. Quanto alla chiusura
di quattro presidi ospedalieri veronesi, se il consigliere
Teso girasse il Veneto o leggesse le delibere e
i giornali si sarebbe accorto che l'ospedale di
Tregnago, come struttura per acuti, è già
chiuso; che quello di Caprino è quasi totalmente
dismesso come ospedale per acuti e cesserà
alla fine di quest'anno; che a Valeggio la discussione
con l'amministrazione comunale sulla chiusura e
riconversione è già in fase avanzata
di discussione e che quello di Isola della Scala
è ancora aperto solo perché quello
di Villafranca (anche se lui non sembra esserne
al corrente) non è stato ancora completamente
ricostruito dopo l'incendio del 2003. Quindi il
consigliere Teso dovrebbe informarsi meglio: la
programmazione sanitaria è applicata anche
a Verona, forse meno lentamente che altrove".
"Se poi - continua Tosi - in un periodo caratterizzato
da grande mobilità per lavoro e turismo,
discutere con gli altri paesi europei di mobilità
di pazienti e operatori sanitari e dei relativi
aspetti legali e finanziari nell'assistenza sanitaria
è uno spreco di denaro - conclude Tosi -
prima che al sottoscritto, provi a spiegarlo all'onorevole
Storace".
Sulla vicenda si preannuncia un autunno molto caldo.
Intanto il circolo di An sta proseguendo con la
costituzione di un comitato civico a difesa della
"Rizzola". "Alleanza Nazionale -
ha detto il coordinatore, l'avvocato Alberto Teso
- ha già rilevato diversi profili di illegittimità
del provvedimento regionale".
Fabrizio Cibin
Avv. Alberto Teso
albertoteso@themis.info
www.themis.info