Sabato 31 Luglio 2010   ore 12:34

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Il Gazzettino
Domenica, 24 Settembre 2006
SANITÀ L’assessore regionale Tosi (Lega Nord) interviene sulle polemiche relative alla Rizzola: «Non ho dato alcun ultimatum»
«San Donà non ha bisogno di due ospedali»
Ma intanto An preannuncia battaglia: «Ci sono diversi profili di illegittimità nel provvedimento»
San Donà
"La giunta regionale non fa ultimatum, ma esegue quanto deciso dalla quinta commissione consiliare". Sulla querelle politica sulla sanità del Veneto Orientale, ora interviene l'assessore Flavio Tosi. Il titolare del referato regionale vuole sdoganarsi dal termine "ultimatum" utilizzato in questi giorni, ma di fatto in molti lo hanno interpretato così quando ha detto che o con la casa di cura "Rizzola" viene trovato un accordo entro il 30 dicembre per la gestione dell'ospedale di Jesolo, oppure la si comincia a smantellare. Un decisionismo che deriva da quattro anni di tira e molla proprio sul ruolo della casa di cura e la gestione del nosocomio jesolano. Dichiarazione che ha scatenato una serie di polemiche soprattutto contrarie a questa decisione; in particolare Alleanza Nazionale, con Moreno Teso in Regione e con il circolo sandonatese pronto a dare battaglia, anche giuridica.

"La decisione - spiega Tosi - motivata non solo dai costi ma anche dalle effettive necessità del territorio, di ridurre da 4 a 3 gli ospedali dell'Ulss 10 è stata presa nel 2002, ben prima che il sottoscritto assumesse la responsabilità dell'assessorato regionale alla Sanità. Mi sembra difficile sostenere la tesi che San Donà abbia bisogno di due ospedali. Quanto alla chiusura di quattro presidi ospedalieri veronesi, se il consigliere Teso girasse il Veneto o leggesse le delibere e i giornali si sarebbe accorto che l'ospedale di Tregnago, come struttura per acuti, è già chiuso; che quello di Caprino è quasi totalmente dismesso come ospedale per acuti e cesserà alla fine di quest'anno; che a Valeggio la discussione con l'amministrazione comunale sulla chiusura e riconversione è già in fase avanzata di discussione e che quello di Isola della Scala è ancora aperto solo perché quello di Villafranca (anche se lui non sembra esserne al corrente) non è stato ancora completamente ricostruito dopo l'incendio del 2003. Quindi il consigliere Teso dovrebbe informarsi meglio: la programmazione sanitaria è applicata anche a Verona, forse meno lentamente che altrove".

"Se poi - continua Tosi - in un periodo caratterizzato da grande mobilità per lavoro e turismo, discutere con gli altri paesi europei di mobilità di pazienti e operatori sanitari e dei relativi aspetti legali e finanziari nell'assistenza sanitaria è uno spreco di denaro - conclude Tosi - prima che al sottoscritto, provi a spiegarlo all'onorevole Storace".

Sulla vicenda si preannuncia un autunno molto caldo. Intanto il circolo di An sta proseguendo con la costituzione di un comitato civico a difesa della "Rizzola". "Alleanza Nazionale - ha detto il coordinatore, l'avvocato Alberto Teso - ha già rilevato diversi profili di illegittimità del provvedimento regionale".

Fabrizio Cibin


Avv. Alberto Teso
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