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San Donà
"Giù le mani dalla ...

San Donà di Piave 22/06/2006
Giù le mani dalla Rizzola. E iniziamo la battaglia agli sprechi". Si fa sempre più accesa la discussione sulla sanità dell'Asl 10 del Veneto Orientale, in particolare dopo la proposta del direttore generale, Giorgio Spadaro, di realizzare una struttura unica per tutto il territorio, trasformando funzioni e ruoli delle tre strutture, più la casa di cura, già esistenti. Idea che il sindaco Loris Merli (referente per la sanità per conto della Conferenza dei Sindaci) aveva bocciato in quanto tardiva, pur mantenendo la posizione di razionalizzare le risorse e di evitare i doppioni di reparti.

A dare battaglia è Alleanza Nazionale, ad ogni livello istituzionale. Comincia Moreno Teso, dalla Regione. "La casa di cura non va toccata - sostiene - per quello che ha rappresentato negli anni, un importante punto di riferimento per i cittadini. Siamo, quindi, per rivedere la proposta della giunta regionale di ridimensionare e ridurre i servizi della Rizzola, mantenendoli nella sua totalità. Considerando che le schede della Regione sono cambiate, rispetto a quelle che, fino a poco tempo fa, stabilivano che la Rizzola avrebbe dovuto trasferirsi a Jesolo per la gestione dell'ospedale, sulla sanità del Veneto Orientale dovrà essere aperto un dibattito di approfondimento". E in questa discussione ci mette anche CavallinoTreporti, comune che potrebbe entrare a far parte dell'Asl 10, staccandosi da Venezia. "Una cosa giusta - continua Teso - visto che i cittadini di quel comune di fatto fanno sempre riferimento all'ospedale di Jesolo. Senza contare che questo porterebbe a un notevole introito alls tessa Asl". Attendista, più che scettico, sulla proposta di Spadaro di realizzare una nuova struttura, per un nosocomio unico per tutto il territorio. "Non si è ancora capito bene come possa essere gestita questa cosa e che effetti possa portare per il territorio; va aperta una discussione anche su questo". Quello di cui è certo, è la battaglia da fare contro gli sprechi. "Ci sono ampi margini per riuscire ad arginare le spese, tagliando gli sprechi: ad esempio snellire l'organizzazione dell'Asl, trasferire tutta la parte del sociale al Comune (cosa logica da fare), rivedere la miriade di consulenze esterne".Intanto dalla Provincia, lo jesolano Daniele Bison lancia il suo missile-dichiarazione contro Merli. "Ogni volta che interviene cambia opinione. Tra l'altro esprimendo concetti che ho i miei dubbi siano condivisi da tutti i sindaci della conferenza dei sindaci. Altra cosa che non si capisce: lui è un sindaco di sinistra, eppure ha posizioni, per Jesolo, diverse dal centrosinistra della città, ma non ho mai sentito spendere una parola di modifica rispetto a quello che dice. Ricordo che lui sostiene che è un errore avere un ospedale pubblico a Jesolo".

Fabrizio Cibin
09/06/2006

 
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