Mercoledì 10 Marzo 2010   ore 17:57

Alleanza Nazionale - Circolo Gabriele D'Annunzio - Piazzetta Trevisan, 2 - 30027 San Donà di Piave - VENEZIA  

I militari italiani per la nostra sicurezza:
la proposta di Alleanza Nazionale-PDL di modifica dell’art. 16 della legge n. 121/81
Riconoscere alle forze armate la qualifica di angenti di PS
                                                                         
Riconoscere ai militari in servizio la qualifica di agenti di pubblica sicurezza: parte da San Donà la nuova proposta per rendere più sicuro il territorio.
Verrà presentata venerdì 30 gennaio, alle 14,30, presso la sede di AN a San Donà, in piazza Trevisan, 2, la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica dell’art. 16 della legge n. 121/81 e riconoscere agli appartenenti alle forze armate la qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza
I militari italiani effettivi di esercito, marina ed aeronautica sono, attualmente, circa 180.000. Di questi, si stimano circa 30.000 esuberi rispetto alle reali esigenze delle nostre forze armate, non più strutturate come un tempo su base obbligatoria e popolare, ma formate esclusivamente da professionisti- spiega il Dr. Leo Oliviero, Assessore ai servizi sociali del Comune di San Donà di Piave, Tenente Colonnello medico dell’esercito- Per il 2012, inoltre, gli effettivi dovranno ridursi ulteriormente, sino a 120.000 unità: ciò significa che abbiamo circa 60.000 persone che debbono essere, in qualche modo, ‘incentivate’ all’uscita. Perché non pensare di utilizzare diversamente tutte queste persone, capaci e preparate, formate con anni di costoso addestramento e con un patrimonio di conoscenze che non possiamo sprecare? Riconosciamo per legge ai militari la qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza: potremmo così incentivare migliaia di giovani, attualmente demotivati e spesso sottoutilizzati, e fornire alla collettività un sostegno eccezionale”. L’operazione, peraltro, non sarebbe affatto complicata: “Già il recente decreto 107/08, sullo smaltimento dei rifiuti campani, all’art. 3 riconosce al personale delle forze armate impiegato nella missione la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza”: l’avvocato Alberto Teso, Assessore alla viabilità ed all’ambiente di Musile, completa quella che è destinata a diventare una vera e propria  proposta di legge. “I nostri militari svolgono funzione di polizia nelle zone più calde e sensibili del mondo: perché non impiegarli a tal fine anche in Patria? Negare questa possibilità è veramente assurdo e, a nostro avviso, anche un po’ ipocrita: basti pensare che mentre in Afganistan o in Libano i nostri soldati arrestano criminali e garantiscono l’ordine pubblico, qui in Italia un ufficiale dell’esercito non può neppure chiedere i documenti ad un sospetto che si aggiri col passamontagna di notte attorno ad una villetta… Non si tratta assolutamente di parificare i militari a Polizia e Carabinieri. Il nostro ordinamento distingue tra l’attività di polizia a fine di prevenzione, che potrebbe benissimo essere svolta anche dall’esercito, e l’attività di polizia post-delictum, con finalità investigative, repressive e, in genere, di polizia giudiziaria. Tutte  queste competenze specifiche potrebbero restare ai corpi specializzati.”.
San Donà di Piave, 29 gennaio 2009

 
Circolo AN-PDL di San Donà         
 

 


 
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